lunedì 3 novembre 2008

Solstice

USA



Durata: 1h e 27'
Genere: Horror
Regia: Daniel Myrick



Anno: 2008



Trama:



A pochi mesi dalla morte della sorella gemella, Megan decide insieme ai suoi amici, compreso l'ex fidanzato della sorella di passare qualche giorno in assoluto relax nella casa dei suoi genitori al lago.
Ma le cose non vanno per il verso giusto neache là, Megan incomincia ad avere strane visioni e in più succedono cose inquietanti nel cottage e Megan incomincia a pensare che la sorella la stia avvisando di qualcosa. La giovane è convinta dal droghiere del paese, esperto di magia nera, a effettuare una seduta spiritica, visto che il solstizio d'estate è particolarmente consigliato per mettersi in contatto con l'aldilà....cosi facendo Megan scoprirà ben altre verità...


VOTO: Davide 5.5- Valentina 4.5


Recensione SOLSTICE a cura di Davide

Per una Domenica sera in totale relax abbiamo optato per questo film BlockBuster dal titolo SOLSTICE.
Ingannati dalla frase ad effetto in copertina “Solstice - Non Puoi Sotterrare la Verità” e dal nome del regista, tale Daniel Myrick, l’abbiamo noleggiato.
Possiamo dire che Daniel Myrick è il padre degli Handycam Movie che con il suo The Blair Witch Project ha tanto sconvolto la fine degl’anni novanta.

Il film si presenta bene nelle battute iniziali di presentazione del DVD, l’introduzione che ci accompagna al menù è un susseguirsi d’immagini molto angoscianti sulla scia della videocassetta di The Ring, ciò mi piace molto e mantiene alte le mie aspettative su questa pellicola.
Peccato che tutta la carica adrenalinica accumulata nell’ intro si dissolve con il passare dei primi minuti del film, scivolando via via verso un finale inaspettato per la sua bruttezza.
Un cast pessimo forse degno di un teen-movie modello American Pie, nella sostanza un copione con battute “telefonate”, recitato e doppiato in modo quasi grottesco.
La pellicola segue la scia dei soliti horror-teen-movie che tanto affollano le nostre sale recentemente, appioppandoci il solito gruppetto di adolescenti che si impressiona per un po’ di fango, meloni marci e taglietti sulle dita, e che si fanno una bella gita in un cottage ovviamente disperso in un bosco tra sesso, alcol e strane visioni.
Un film assolutamente da tenere lontano dal lettore DVD che fa pensare a come Myrick sia stato fortunato con il precedente film The Blair Witch Procjet ad aver ottenuto cosi tanto successo e insegna come non è assolutamente facile vivere di rendita nel mondo del cinema. Film BOCCIATO. Myrick RIMANDATO.

Il Passato è Una Terra Straniera


Italia



Durata: 2h
Genere: Drammatico
Regia: Daniele Vicari


Anno: 2008


Vietato ai Minori di 14 Anni


Trama:


Giorgio ( Elio Germano ), 22 anni, studente modello di famiglia borghese, conduce una vita tranquilla e nella routine, fino a quando una sera ad una festa incontra Francesco ( Michele Riondino), che lo trascina nel vortice del gioco d'azzardo, del sesso e della droga...e per Giorgio non sarà più la stessa vita...


VOTO: Davide 6.5 - Valentina 7


Recensione IL PASSATO E' UNA TERRA STRANIERA a cura di Valentina


sabato 1 novembre 2008

La Banda Baader Meinhof

Germania



Durata: 2h e 30'
Genere: Drammatico
Regia: Uli Edel



Anno: 2008



Trama:


Germania Occidentale, Anni 70, la giornalista di sinistra Ulrike Meinhof, si unisce al gruppo armato dei ribelli Gudrun Ennslin e Andreas Baader per combattere l'altra faccia del Nazismo: l'imperialismo Americano radicato e sostenuto dalle istituzioni tedesche ancora filo-naziste. I 3 fondano la RAF ( Red Army Faction ) per combattere il potere nel loro paese. Preso da una storia vera.


VOTO: Davide 8.5 - Valentina 7.5


Recensione de LA BANDA BAADER MEINHOF a cura di Davide

Grazie al regista Uli Edel, approda al cinema la storia dell’organizzazione terroristica Tedesca di estrema sinistra Rote Armee Fraktion ( RAF ) che portò morte, sangue e paura per le strade della Germania post- Nazista; dai primi anni Settanta, anno di fondazione, fino alla fine degl’anni Novanta, quando con un comunicato pubblico cessò di esistere ufficialmente la RAF.
Uli Edel per la realizzazione di questo film si è ispirato all’omonimo romanzo di Stefan Aust, videoraccontandoci le gesta di Andreas Baader, Ulrike MeinHof e Gudrun Ennslin, snocciolando egregiamente i motivi che hanno spinto i tre a formare il gruppo estremista portandoci a vivere intensamente ogni attimo della loro rivoluzione.
Ciò che mi ha esaltato durante la visione di questa pellicola è stata la capacità del regista di creare un ottimo prodotto di assemblaggio tra parti ottimamente recitate da attori, a me sconosciuti ma comunque perfetti nelle loro parti, con pezzi di storici di repertorio. Il risultato è semplicemente fantastico .
Ed è sorprendente come in sole due ore e mezza di film, Edel riesca a far captare al pubblico l’ideologia, le convinzioni e le motivazioni che hanno spinto alla nascita di questo gruppo armato.
Riuscendo con abile maestria a dipingere un quadro perfetto in tutte le sue sfaccettature della situazione socio-politica di quella Germania messa in ginocchio da atti terroristici di un certo peso, influenzando parecchio anche la situazione Europea soprattuto Italiana dell'epoca, vedi Brigate Rosse, con cui la RAF aveva intrecciato ottimi rapporti.
Edel riesce a far catapultare direttamente lo spettatore per le vie di Berlino tra manifestanti, rivolte e attentati terroristici…facendoci vivere i centocinquanta minuti tutti d’un fiato.

Ottimo Film, deciso ed emozionante, peccato che non sia stato sponsorizzato molto, non dico per sbancare i Box - Office ma sicuramente è un prodotto che può essere utile a molta gente ad aprire gl’occhi su tematiche che vengono messe ai margini della società volutamente! Avvenimenti storici lasciati ai ricordi della mente per far si che poi più nessuno se ne ricordi.
Un grazie speciale va ad Edel che ci ha rinfrescato la memoria, a mio parere, con una pellicola promossa pienamente restando in attesa della vendita del DvD che finirà direttamente nella mia collezione.

domenica 26 ottobre 2008

American Gangster

USA


Durata: 2h e 37'
Genere: Poliziesco
Regia: Ridley Scott


Anno: 2007



Vietato ai Minori di 14 anni



Trama:


New York, Anni ’70, dopo la morte di Bumpty Johnson, boss di Harlem, prende in mano le redini del quartiere Frank Lucas ( Denzel Washington ), autista e guardia del corpo del defunto.
Lucas riesce a ristabilire l’ordine in città e smorzare il caos che si era creato dopo la morte di Johnson, dove tutti lottavano tra loro per il controllo di Harlem.
Il punto di forza di Frank Lucas è il narcotraffico, spacciando droga, la Blue Magic, pura al 100% a metà del prezzo della concorrenza.
Questo grosso commercio destabilizza la città causando molti morti, suscitando le attenzioni di Richie Roberts ( Russel Crowe ), detective della narcotici, che per arrestare il nuovo boss, dovrà lottare prima che con la malavita, con la sua stessa gente….i poliziotti corrotti del suo dipartimento…


VOTO: Davide 7-


Recensione AMERICAN GANGSTER a cura di Davide

Scott con il suo “ American Gangster ” si porta a casa svariate candidature sia ai Golden Globe 2008Miglior film drammaticoRegiaAttore protagonista ( Denzel Washington ) che agl’ Oscar 2008Miglior ScenografiaMiglior attrice non protagonista ( Ruby Dee ).
Lodato dalla critica “ American Gangster “ ci viene venduto come il nuovo “ Padrino”, ma del film di Ridley Scott ci rimane solo un buon gangster-movie ma mai e poi mai paragonabile alla saga del Boss Corleonese.

Un Denzel Washington in forma smagliante e perfettamente calato nella parte del “ Padrino” Frank Lucas, attento e curato nei suoi modi di fare e decisamente attento al rispettare e far rispettare le “sue” regole: Famiglia e Onore…un uomo dai due volti: amorevole con la Sua Famiglia ma senza pietà nelle strada dove comanda il suo racket della droga…un mafioso o meglio Il Mafioso per eccellenza che non guarda in faccia a nessuno ed elimina chi ostruisce la sua crescita “ professionale ” .

Dall’altra parte della barricata Russell Crowe ( Richie Roberts ), che di mestiere fa il poliziotto onesto, forse l’unico in quei tempi di corruzione efferata e sregolata, con la pecca professionale di aver consegnato alla polizia (suoi colleghi ) una valigia piena di banconote non segnate senza intascarsi neanche un dollaro…onestà = errore, purtroppo…Richie è l’alter ego perfetto di Frank Lucas è il bene ma allo stesso tempo è il male, viene etichettato da tutti in maniera negativa, è un pessimo padre, viene umiliato e disprezzato dalla moglie, i colleghi lo evitano.. questa è la fotografia di un Richie Roberts totalmente opposto a Frank.

Ma le loro vite erano destinate a incrociarsi….e a far finire l’impero dell’unico Padrino di colore della storia.

Tratto da una storia vera, rielaborata, romanzata e filtrata dalla mente geniale di Ridley Scott, un film che ha dalla sua l’ottimo lavoro degl’ attori, questa pellicola mostra una società Americana violenta e marcia dall’interno fondata su basi malsane che sono il frutto di secoli e secoli di violenza, focalizzando l’attenzione su un modo sbagliato di vivere violento e autoritario e con l’obbligo d’ imposizione del più forte.

Purtroppo questo Kolossal sfiora l’obiettivo di entrare nel gran galà dei miglior film sulla mafia ma manca principalmente una cosa per me fondamentale il piombo caldo per le strade

giovedì 23 ottobre 2008

The Mist

USA


Durata: 2h e 07'
Genere: Thriller
Regia: Frank Darabont


Anno: 2007


Vietato ai Minori 14



Trama:


Dopo un violento temporale in una cittadina del Maine si forma un densa nebbia che ben presto invade tutta la città. Un gruppo di persone rimane intrappolato in un piccolo market nel centro del paese. Purtroppo per loro, scopriranno che all'interno della nebbia ci sono delle creature assetate di sangue, provenienti da un universo parallelo grazie a degli esperimenti militari. Da qui nascerà un battaglia per la sopravvivenza...


VOTO: Davide 4.5 - Valentina 3

Recensione THE MIST a cura di Davide

The Mist è la trasposizione cinematografica del romanzo di Stephen KingLa Nebbia ” contenuto nella raccolta “ Scheletri ” del 1985, nelle sale in questi giorni.
Premesso questo i presupposti per un film notevole c’erano tutti; un romanzo di King e alla regia Darabont che prima di The Mist aveva diretto due titoli di grande successo come “ Il Miglio Verde “ e “ Le Ali della Libertà” e partecipato alla sceneggiatura di film come “Nightmare 3” e “ Frankenstein di Mary Shelley” film di tutto rispetto a mio parere.
La mia curiosità era troppa, anche se nel mio subconscio sapevo a cosa potevo andare incontro, e cosi è stato!!Un Errore!....vedere questo film! 127’ di noia totale più che di paura, uno dei peggiori horror ( se cosi si può classificare ) della storia del cinema, è da Darabont, veramente non me lo sarei aspettato, la peggior trasposizione cinematografica di un libro di King, peggio ancora de “ L’Acchiappasogni” di Lawrence Kasdan.
Un cast misero non all’altezza dei due titoli precedenti, forse adatto più ad un film per la tv che ad una pellicola cinematografica, con alcune facce note, già viste in alcune comparsate…forse….
e come mi ha fatto notare Valentina il protagonista è stato pure doppiato in modo pessimo facendo perdere il poco ritmo che il film acquisisce con il passare dei minuti.
Se non fosse per alcuni colpi di scena inaspettati ( insettoni giganti che sbucano all’improvviso ) il film sarebbe pure povero di suspance. Da amante di film Horror, bisogna pure dire che la computer-grafica ha tolto anche quel poco di realtà che si poteva dare a film di questo genere. Questi mostri, insetti giganti o quel che sono, fanno davvero ridere, riprodotti malissimo e fuori da ogni senso logico ( giganteschi come dinosauri con tentacoli ovunque).
Le risate generali in sala di certo non hanno aiutato a rendermi piacevole la visione del film, ma hanno reso l’idea di come questa pellicola sia uscita male!
Unica nota positiva se cosi si può dire è come Darabont accusi la società moderna e consumistica Americana, ambientando il film in un supermercato. E fa notare come un gruppo di persone messe alle strette non riesca più a far prevalere la ragione ma si fa trascinare nell’oblio da persone carismatiche, psico-fantatiche religiose tipo Sig.ra Carmody…facendoci sorgere una domanda… ma chi sono i veri mostri? Noi…o fantomatici insetti giganti che vengono da chissà quale mondo?
Il finale più che tragico è una commedia: gl’unici cinque superstiti si ritrovano senza benzina in mezzo alla nebbia e con soli quattro proiettili nella pistola, vi lascio immaginare l’evolversi della situazione. Il protagonista l’attore Thomas Jane uccide pure il figlioletto e nel momento in cui scende dalla macchina per diventare una succulenta cenetta per ragni e cavallette giganti, arriva l’esercito a disinfestare l’area…..tutto con un bel sottofondo musicale che è piu un agonia che altro…..da vedere per credere!o meglio da non vedere!
Sconsiglio assolutamente la visione, da evitare in ogni modo……la locandina recita “ Siamo sopravvissuti a Indipendence Day e alla Guerra dei Mondi ”ma con che coraggio esordire con questa promotion?!.....
Un'altra chance gliela darò lo stesso…mi leggerò il libro voglio vedere quanto dista il romanzo da questo film horror….nel vero senso della parola perché è un orrore!!

giovedì 16 ottobre 2008

Miracolo a Sant'Anna

USA - Italia


Durata: 2h e 24'
Genere: Guerra
Regia: Spike Lee


Anno: 2008



Trama:


Cosa lega un impiegato delle poste a un cliente degli uffici postali freddato a sangue freddo dallo stesso?
Tutto è riconducibile alla Seconda Guerra Mondiale in Toscana nel 1944, quando quattro soldati della divisione Buffalo si perdono dietro le linee nemiche. Durante la loro fuga incontrano il piccolo Angelo, scampato alla strage nazista nel paese di Sant'Anna grazie all'animo benevolo di un soldato Tedesco, poi disertore. Ad accudire il bimbo ferito è Sam Train, massiccio soldato di colore, tra i due nasce tanto affetto ma questo bambino ha con sè un segreto, conosce l'identità del traditore che ha provocato il massacro...

VOTO: Davide 7 - Valentina 7.5

Recensione MIRACOLO A SANT'ANNA a cura di Davide

Era da tempo che Spike Lee inseguiva il sogno di rendere giustizia all’impegno, determinante dei soldati afro-americani durante la seconda guerra mondiale e per realizzare questo suo desiderio è il primo e forse l’unico a corteggiare il romanzo omonimo di James McBride da cui poi svilupperà questa pellicola provocatoria, Miracolo a Sant’Anna. Tral’altro McBride è stato coinvolto da Lee come collaboratore alla sceneggiatura.
Spike Lee è una figura immensa nella lotta per la “causa nera” , motivando con queste sue parole la realizzazione di questo film : “Ho sempre trovato orribile il modo in cui Hollywood ha raccontato la Seconda Guerra Mondiale – non si vedono neri in quei film, c’è solo il mito del grande eroe bianco alla John Wayne, che prima stermina i selvaggi indiani nei film di John Ford e poi vince la guerra tutto da solo! Attraverso la PURA VERITA’ del drammatico pezzo di storia italiana ho voluto mostrare al mondo l’enorme paradosso dei soldati neri che hanno combattuto per la libertà e la democrazia ma che negli Stati Uniti continuano ad essere considerati cittadini di Serie B”.
Provocatorio al punto tale che il film è stato bocciato dalla maggior parte della critica italiana, perché da fastidio la realtà quando non rientra nei nostri canoni; siamo un popolo che per la maggiore parte o vede bianco o nero, ed è dura ammettere che tra i partigiani ci siano stati dei traditori, Spike Lee ha voluto mostrare questo lato, che ha ferito l’orgoglio italiano, per questo il film è stato cassato al botteghino.
Si potrebbe fare una critica costruttiva sul film,che secondo me, non è ai livelli di altri capolavori di Lee, come "La 25° ora", "Inside Man" o "Malcom X" , ma allo stesso tempo è valido con un ritmo serrato e travolgente, fino ad un certo punto!...La caduta libera inizia nelle battute conclusive e non so cosa si sia fulminato nella mente geniale del regista di Brooklyn; dal caporale Nazista che lascia la pistola al Buffalo Soldier ferito, fino al finale che lascia a bocca aperta, si ma per lo stupore della sua banalità, sembrava quasi che non sapesse come farlo finire…l’ho trovata davvero una caduta di stile totale.
Onore al cast Italo - Americano che non sfigura, dagl’ottimi Pierfrancesco Favino nella parte del partigiano Peppi Grotta, passando per Luigi Lo Cascio e Valentina Cervi.
Il film è colmo di scene commoventi ( Il gruppo di Buffalo Soldiers che fissa i cartelloni di propaganda fascista avvolti da un surreale silenzio e la strage a Sant’anna di Stazzema) e tanti spunti su cui riflettere per non continuare a vedere tutto bianco o nero, e convincersi della possibilità che un partigiano possa tradire i proprio compagni per semplice vendetta o che un nazista sensibile possa leggere Pascoli.
Un film da vedere di sicuro, godibile e avvincente, da gustarsi con occhio critico e riflessivo e non lasciarsi travolgere da impulsi negativi quando si arriva alla battute finali.
Chiuderei come ho iniziato, con una frase di Spike Lee : “ La natura umana è segnata da cose nobili e ignobili “…Riflettiamo…



lunedì 13 ottobre 2008

Il Padrino - Parte I

USA



Durata: 2h e 55'
Genere: Gangster-Movie
Regia: Francis Coppola


Anno: 1972



Trama:


Don Vito Corleone ( Marlon Brando ), capo di una potentissima cosca mafiosa, ha una visione tradizionale del crimine e per questo entra in contrasto con le altre cinque "Famiglie" mafiose che vogliono puntare tutto sul business del narcotraffico.
Sollozzo, un altro boss, decide di far eliminare Don Vito, ma l'attentato fallisce e anche il sequestro non va a buon fine.
A prendere le difese del padre convalescente ci pensa Michael Corleone ( Al Pacino ), giovane figlio del boss, rimasto fuori fino a quel momento dai giri della "Famiglia". Michael si troverà in mano le redine di una potentissima organizzazione...ma a quale prezzo??



VOTO: Davide 8.5 - Valentina 8


Recensionde de IL PADRINO a cura di Davide

Il Padrino non è solamente un film sulla mafia e sul crimine organizzato dove si raccontano omicidi e ritorsioni alla Famiglie ma Il Padrino è una svolta netta nel cinema di questo tipo, questa pellicola amata e odiata non è altro che IL GENERE Gangster – Movie per eccellenza, da qui nasce un epoca e nessun altro film è degno di accostarsi (come hanno insinuato per American Gangster) a questo capolavoro del 1972, primo di tre straordinarie pellicole firmate Francis Ford Coppola, ispirate dal romanzo omonimo nato per mano di Mario Puzo.
Vincitore di tre premi Oscar nel 1972, Miglior Film, Migliore Attore ( Marlon Brando ), Miglior Sceneggiatura Non Originale, e, considerato insieme al Padrino Parte Seconda, pietra miliare della storia del cinema confermandosi anno dopo anno sempre ai vertici di classifiche, stilate da noti statisti, come miglior film di tutti i tempi, e obiettivamente è tutto meritato.
Stravince premi anche al di fuori del noto Zio Oscar, come David di Donatello nel 1973, Miglior Film Straniero e viene consegnato ad Al Pacino un premio speciale per la sua straordinaria interpretazione. Sempre nel 1972 vince un Grammy Awards per la colonna sonora.
In conclusione sbanca le premiazioni su tutti i fronti.
Un elogio allo straordinario Marlon Brando, ormai nella leggenda con la sua interpretazione di Don Vito Corleone, e se penso che la parte non doveva essere sua ma di Laurence Olivier, rabbrividisco. Ma fortunatamente Olivier troppo vecchio e malato per recitare rifiutò e Brando, 47enne si presentò alle audizioni con del cotone in bocca per invecchiarsi, fece rimanere Coppola strabiliato dalla sua prova che la parte fu sua immediatamente. Successivamente queste protesi vennero fatte in silicone per la produzione del film.
Stessa sorte toccò ad Al Pacino, la parte di Micheal Corleone doveva essere affidata a uno tra Jack Nicholson, Dustin Hoffman o Robert Redford, la produzione mise forte pressione sulla scelta a Coppola, ma lui si impuntò dicendo che nessuno dei tre aveva lineamenti e fisionomia riconducibili al popolo siciliano,e propose come ideale Al Pacino…e cosi fù.

Il Padrino fù una pellicola predestinata già dai casting ad entrare nella Leggenda...